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Impianti zigomatici: cosa sono, quando possono essere indicati e quali valutazioni richiedono

Gli impianti zigomatici rappresentano una delle opzioni implantari considerate nei casi in cui l’osso mascellare risulti molto ridotto e non sia possibile ricorrere alle tecniche implantari tradizionali.
Si tratta di un approccio avanzato, che richiede una pianificazione accurata e una competenza specifica dell’operatore.

In questo articolo analizziamo cosa sono gli impianti zigomatici, in quali situazioni possono essere presi in considerazione e quali valutazioni sono necessarie prima di proporli.


Cosa sono gli impianti zigomatici

Gli impianti zigomatici sono dispositivi più lunghi rispetto agli impianti convenzionali e trovano ancoraggio nello osso zigomatico, una struttura solida e naturalmente presente nella parte superiore del volto.
La loro funzione è permettere una riabilitazione nei casi in cui il mascellare superiore presenti:

  • severa atrofia
  • perdita di volume osseo
  • condizioni che rendono difficile l’inserimento di impianti tradizionali

La scelta di questa tipologia di impianto viene considerata solo dopo un’attenta valutazione del caso.


Quando possono essere indicati

L’indicazione per l’implantologia zigomatica non è automatica: viene valutata solo quando l’analisi diagnostica mostra una mancanza significativa di osso nel mascellare superiore.
Situazioni comuni in cui questa opzione può essere presa in considerazione sono:

  • atrofia mascellare avanzata
  • fallimento di precedenti impianti
  • condizioni in cui tecniche rigenerative o innesti non risultano indicate o sufficienti

La decisione finale dipende da un quadro diagnostico completo e dalla valutazione del professionista.


Quali esami e valutazioni servono prima di proporre un impianto zigomatico

Prima di prendere in considerazione questa tecnica, è fondamentale un iter diagnostico approfondito.
Tra gli esami più utilizzati troviamo:

  • TAC/CBCT, indispensabile per valutare anatomia e quantità ossea
  • Diagnosi clinica completa del cavo orale
  • Analisi dell’occlusione e delle condizioni protesiche pregresse
  • Valutazione dello stato di salute generale e delle eventuali controindicazioni
  • Studio fotografico e digitale quando utile alla pianificazione

Queste informazioni permettono al professionista di stabilire se l’implantologia zigomatica sia indicata oppure se altre soluzioni possano risultare più adatte al caso.


Materiali, tecniche e pianificazione

L’implantologia zigomatica richiede una pianificazione precisa, basata su:

  • studio dell’anatomia zigomatica
  • scelta della lunghezza e inclinazione degli impianti
  • analisi della futura riabilitazione protesica
  • valutazione delle alternative (impianti pterigoidei, rigenerazione, ponti, protesi)

La scelta della tecnica varia a seconda di ciò che emerge nel percorso diagnostico.


Il ruolo della comunicazione e del consenso informato

Data la complessità di questa opzione implantare, il colloquio con il paziente è un momento centrale.
Il professionista illustra:

  • indicazioni e alternative
  • fasi del percorso
  • tempi orientativi
  • materiali e tecniche utilizzabili
  • eventuali limiti della procedura

Ogni trattamento viene eseguito solo dopo aver acquisito un consenso informato consapevole.


Controlli e monitoraggio nel tempo

Dopo il trattamento, i controlli programmati permettono di osservare la stabilità dei tessuti, la funzionalità della protesi e l’igiene domiciliare.
La frequenza dei richiami viene stabilita in base alle necessità cliniche del singolo paziente.


Conclusione

Gli impianti zigomatici costituiscono una possibilità riabilitativa nei casi di severa atrofia mascellare, ma la loro indicazione richiede un percorso diagnostico accurato e competenze specifiche.
Comprendere cosa comporta questa tecnica aiuta il paziente a orientarsi in modo consapevole e a valutare, insieme al professionista, il trattamento più adeguato alla propria situazione clinica.

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